Recensione di Rossella Scaffidi su “Un piccolo scrigno mi parla ancora di te”

Il viaggio poetico all’interno della raccolta “Un piccolo scrigno mi parla di te” di Bruno Lorenzo Castrovinci suggerisce in me l’idea di un percorso che, partendo dal tema della memoria, possa legare alcuni testi poetici tra loro affini per tematiche . La lettura di alcune poesie, precedute da riflessioni avrà, dunque, lo scopo di scoprire i segreti contenuti dentro lo scrigno di cui recita il titolo.

Lo scrigno è, infatti, il luogo della memoria: da luogo fisico esso diviene luogo metaforico.

La memoria, poi, è il bagaglio di ognuno di noi, fatto di esperienze, attimi, momenti che cresce col tempo e che il tempo può distruggere.

Ed è proprio la paura di perdere i ricordi che, mi sembra, possa essere un’interessante chiave di lettura del libro.

E da qui partirei

Lo scorrere del tempo, gli attimi, gli istanti della vita sono raccontati dall’autore attraverso un sottile e delicato filo che è il sentimento d’amore.

Con grande sensibilità il poeta ne descrive le sfumature più segrete mettendo a nudo la propria anima.

Parole chiave ricorrenti sono quelle relative al campo semantico del tempo, del suo scorrere inesorabile: il tempo che si fissa in attimi resi ancora più intensi perché notturni e crepuscolari.

La distanza, poi, che divide gli amanti, si riempie del ricordo di lei.

Comincerei dalla poesia Amarsi (pag.19)

Desiderio, di cui parla il poeta, che si traduce in emozioni che fermano il tempo unendo le anime ed i corpi in una sinfonia che segna i confini del sé.

Attimi (pag.133)

Attimi in cui il silenzio ha preso il posto delle parole, dice il poeta.

Istanti (pag.17)

Istanti in cui il tempo si ferma ed è come sentire il soffio dell’universo

Briciole di tempo (pag.79)

Quegli istanti così belli che nel tempo svaniranno nell’oblio, afferma il poeta

C’è nel libro un’attesa, una speranza ma anche una paura, quella che è dentro ognuno di noi e ci rende fragili di fronte al tempo che scorre.

Ma la notte rinforza le speranze dell’amante

Notti (pag.37)

Crepuscolo (pag.97)

Pensarti (pag.117)

L’amore si nutre di incontri fugaci e la distanza raggela il cuore.

Con grande delicatezza il poeta affronta, poi, il tema del ricordo

Ricordi (pag.83)

E poi il vuoto (pag.137)

E’ un libro, questo, di gioia e dolore, è un diario di vita, di una umanità che non ha paura di mettere a nudo le proprie debolezze parlando dell’amore che rende, al tempo stesso, forti e deboli, ma che nutre l’esistenza.

E poi c’è l’amore filiale

Tuo figlio (pag. 45)

Era tuo padre (pag.99)

Questo libro di poesia mi fa venire in mente la grande tradizione poetica italiana stilnovistica, penso alla raffinatezza con cui l’autore descrive gli occhi della donna

Ricordo i tuoi bellissimi occhi (pag.25)

C’è, dunque, amore e pudore, sentimenti che si rincorrono e si cercano in tutto il corso delle poesie. Un viaggio nell’anima che, certamente ci renderà più forti perché più consapevoli delle nostre fragilità.

Rossella Scaffidi (docente di lettere ITT E. Majorana di Milazzo)

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